• News
  • MODA E ARCHITETTURA, MATRIMONIO "FASHION"!

MODA E ARCHITETTURA, MATRIMONIO "FASHION"!

02.03.2016

"Moda e architettura appartengono all'oscurità dell'attimo vissuto,
alla coscienza onirica del collettivo."

La celebre citazione di Walter Benjamin, tratta dagli appunti su Parigi capitale del XIX secolo, mette in relazione le strutture del corpo e quelle dello spazio.

Moda e architettura quindi si coniugano in funzione di quel "collettivo" che è un "essere sempre inquieto, sempre in movimento". Per il filosofo tedesco strade e architetture sono "all'interno del collettivo, ciò che i processi organici, i sintomi della malattia o della salute, sono all'interno dell'individuo".

Inevitabile partire da qui per iniziare a parlare della relazione tra moda e architettura, relazione certamente vivace negli ultimi anni più che mai.

Una relazione che si esprime in tutta la sua complessità nel Novecento, quando moda e architettura s'interrogano sulle funzioni, sui materiali, sulle forme di quello che Eleonora Fiorani ha chiamato l'"abitare il corpo" a cui si accosta, in metafora inversa, il "vestire la città".

Qualche esempio concreto? Prendiamo le città della moda. La Parigi del Settecento, la Londra degli Swimming Sixteen o la Milano da Bere, o ancora le nuove capitali del fashion: Tokyo, Hong Kong, Shangai.

In ognuna di queste realtà è la moda a definire il brand della città: è attraverso la moda che l’agglomerato urbano diventa attraente nel mondo, che attira visitatori e si trasforma.

 

Boutique, vetrine e centri direzionali cambiano la fisionomia della metropoli, l’arricchiscono di colori e forme non convenzionali e la segnano con i loro enormi marchi appoggiati sulle facciate degli edifici.

Dai luminosi passages della Parigi ottocentesca, che arrivarono a trasformare un pezzo di essa in un salotto a cielo aperto, alle grandi vetrine di oggi fatte di superfici trasparenti dalle forme plastiche oppure rigide e geometriche, tutto e nulla è cambiato.

I materiali e le decorazioni circolano tra i due ambiti e s’influenzano. Specchi e vetri segnano gli edifici così come le paillettes decorano i tessuti, il grigio si spoglia della sua valenza negativa e diventa tonalità ideale per giocare con le luci ed esaltare i colori.

L’unico punto fermo resta l'eleganza della leggerezza. Che si ottenga attraverso le superfici ampie, le trasparenze o i toni brillanti, l’importante è non appesantire, in architettura come nella moda.

Contrasti stupefacenti sono l'apoteosi di quanto si muove nelle nostre città,
impegnate nella loro meticolosa opera di rivalutazione, rinnovamento, valorizzazione
e riscoperta di una bellezza che non muore mai.